Mindfulness: dal significato alla sua efficacia

E’  difficile trovare una traduzione italiana esaustiva per la parola Mindfulness. Questo termine inglese è stato tradotto partendo dalla parola “sati” che nella lingua indiana pāli significa consapevolezza, presenza mentale, attenzione. Concetti molto difficili da racchiudere in un unico termine. 

La parola inglese tradotta letteralmente significa invece pienezza della mente.
Ed è proprio questo uno degli obiettivi chiave della Mindfulness: far si che la nostra mente raggiunga quello stato di consapevolezza piena e totale del momento presente.

La mia esperienza con la Mindfulness

La prima volta che sono entrata in contatto con la Mindfulness era il 2017. Avevo sperimentato pratiche meditative appartenenti a varie scuole di pensiero ma non ero riuscita a trovare un approccio che mi facesse raggiungere una maggiore consapevolezza del momento presente in maniera leggera e senza sentire costrizioni. L’ultima cosa che desideravo era trovare un’ennesima gabbia che mi richiedesse di sposare rigide abitudini e credi religiosi specifici.
Cercavo semplicemente uno strumento che mi aiutasse a realizzare il mio potenziale e a creare con le mie mani la vita che desideravo, come la desideravo.
La Mindfulness mi ha trasmesso fin da subito un sentimento di fiducia perché a differenza di tante altre discipline, essa è priva di connotati filosofici e religiosi ed ha un un vero e proprio fondamento scientifico.

L'efficacia scientifica della Mindfulness

La Mindfulness trova sì le sue origini nella filosofia orientale, ma ha poi incontrato la cultura, la medicina e la scienza occidentale all’inizio degli anni Settanta con Jon Kabat-Zinn, ideatore del protocollo clinico Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR).

Jon Kabat- Zinn identifica con lo stress qualunque cosa vada a sovraccaricare l’organismo, quindi in primis il dolore.
Attraverso il Medical Center dell’Università del Massachusetts, iniziò quindi ad applicare il protocollo a pazienti affetti da dolore cronico, conducendoli a concentrarsi sulle proprie risorse anziché sul proprio problema. I benefici furono da subito evidenti sui pazienti, i quali rispondevano con un conseguente rilassamento della muscolatura.
Nel tempo il programma MBSR ha dimostrato la sua efficacia nella cura di tantissime patologie sia fisiche che psichiche e ad oggi le discipline coinvolte nell’applicazione di questo protocollo sono tantissime.
Esistono infatti protocolli scientificamente testati creati per introdurre la Mindfulness anche in contesti non clinici. Questi mirano per esempio a lavorare sulla gestione dello stress, sull’approccio al futuro o sulla qualità del sonno.

Come si pratica la Mindfulness e quando possiamo utilizzarla?

La Mindfulness è un allenamento composto da veri e propri esercizi che portano a lavorare sul proprio corpo e sulla propria attenzione, al fine di arrivare a uno stato mentale incline alla soddisfazione e non giudicante.

Si può praticare attraverso metodo formale – con protocolli come il MBSR – oppure applicandola attraverso metodo informale in ogni attività del quotidiano.

Alzi la mano chi arriva alla sera avendo fatto mille cose senza ricordarsi il come.

La mattina ci alziamo dal letto già stanche e con la testa piena di pensieri ammassati l’uno sull’altro che litigano tra loro per avere tutta la nostra attenzione. La giornata prosegue in questo modo, nel mentre che mettiamo in pratica una dopo l’altra una serie di azioni automatizzate.
Mettiamo su il caffè, prendiamo il tram per andare a lavoro, incontriamo clienti,  ritiriamo un pacco alle poste e prepariamo la cena.
A fine giornata non ricordiamo assolutamente niente del percorso casa-lavoro, di chi c’era con noi in fila alle poste o di quando abbiamo messo il sale nel nostro piatto.
Queste azioni sono già belle pronte e confezionate da noi stessi, il pilota automatico ce le mette davanti e noi le peschiamo nell’ordine in cui le abbiamo utilizzate nel passato. 
Come ci spiega Jon Kabat-Zinn in questo video, il nostro pilota automatico conosce alla perfezione i nostri punti deboli. In maniera subdola, si mette in moto ogni volta che percepisce un’accenno di pigrizia mentale da parte nostra.
Andiamo avanti con le nostre azioni, restando però focalizzati su altro. Magari su quella discussione avuta col capo il giorno prima, che continua a depotenziarci diventando il pensiero protagonista che accompagna ogni nostra azione.

È qui che entra in gioco la Mindfulness, riportandoci al contatto tra corpo e mente. Riportandoci alla consapevolezza del momento presente.

E il momento presente siamo innanzitutto noi stesse, non quel problema messo dentro lo zaino la mattina e riportato a casa la sera.
Attraverso una serie di esercizi, la Mindfulness ci dona una chiave per interpretare tutte quelle abitudini della mente che ci portano a soffrire costantemente e inutilmente. Lo fa proponendoci di analizzare e comprendere il problema, per poi regalarci gli strumenti utili a lasciarlo andare e toglierlo finalmente dal nostro zaino. Ci permetterà di scinderci da quel dolore o dispiacere con cui abbiamo finito per identificare noi stesse, e normalizzarlo.

Effetto collaterale di tali esercizi è quello di riuscire a provare benessere e sollievo nel rimanere nel qui e ora.

Un’altra fantastica notizia è che la Mindfulness non è per pochi eletti, non necessita di attrezzature e né tantomeno di un’età specifica. Ma arriviamo al punto: 

Perchè iniziare un percorso di Mindfulness?

Perchè aggiungere un’ennesima attività giornaliera alla nostra to-do list?

Rispondere alla prima domanda è molto semplice innanzitutto perché i benefici della Mindfulness sono stati dimostrati scientificamente.
Ma lascerò dare a te la risposta.
Hai voglia di dire addio alla tua ansia legata al futuro e ai rimpianti del passato? Ne hai abbastanza della sensazione di solitudine?
Senti una costante paura di fallire? Sei stanca di cadere sempre negli stessi errori nelle tue relazioni?
 Senti il desiderio di stare bene e riuscire a goderti te stessa e la tua vita?
Se hai risposto di sì anche solo a una di queste domande, beh…hai trovato la tua ragione per iniziare!
Riguardo alla seconda domanda, stai tranquilla perché la pratica si incastrerà perfettamente nel tuo quotidiano diventandone parte integrante.
Certo, servirà attenzione e costanza per vedere dei buoni risultati, ma un pò come per ogni cosa bella che abbiamo conquistato nella nostra vita. E cosa c’è di più bello e gratificante della nostra felicità?

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