Lasciar andare: come liberarsi dai pesi e vivere più sereni

Sentiamo spesso dire che per cambiare la vita in meglio e raggiungere la pace interiore bisogna imparare a lasciar andare.
Purtroppo però, in pratica, l’unico consiglio che riusciamo a ricevere su come fare è: “Semplice, basta non pensarci più, dimenticalo!”.
Beh, ottimo direi!
Qualcuno ci riesce per davvero a farlo schioccando le dita?
Certo, ci sono persone che sembrano cintura nera nel farsi scivolare le cose addosso.
E dimmi la verità, quanto ti innervosisce averci a che fare?!
Spesso associamo nella nostra mente la capacità di lasciar andare con una sorta di “menefreghismo
a cui attribuiamo valori non troppo positivi, vero?
Si tratta di una trappola ben costruita dalla nostra mente (e dal nostro retaggio culturale): crediamo che più siamo sensibili, più soffriamo,
più siamo disperate… più siamo degne di amore e compassione.

ampliare la nostra zona di comfort

Lasciar andare senza abbandonare la nostra zona di comfort

Ti ho parlato del nostro bisogno di accettazione in questo articolo sul giudizio degli altri, e qui brevemente ti dico che è un bisogno atavico, incontrollabile e che, a volte, ci fa fare cose stupide!
Spinte da questo bisogno, infatti, rischiamo di restare attaccate con le unghie e con i denti a situazioni, persone, emozioni
che non ci fanno bene per niente.
E allora, potresti chiedermi, com’è che non riusciamo a mollare la presa, anche se una certa cosa ci fa stare male?
Beh, innanzitutto devo nominarti la tanto bistrattata “zona di comfort”: al suo interno abbiamo tante cose che ci piacciono,
tante altre che invece conosciamo bene e che ci fanno sentire al sicuro.
Sì, hai letto bene, ho scritto proprio “invece”… e a ragion veduta!
Non sempre, infatti, le cose che conosciamo bene e che ci fanno sentire sicure, sono cose che ci piacciono,
ci fanno stare bene e ci fanno crescere. Tutt’altro.
Anche una relazione tossica, ad esempio, ci fa stare male. Ma costituisce pur sempre un nostro cuscinetto di salvataggio.
Conosciamo come ci fa sentire, prevediamo quello che può accadere… e tutto questo ci fa sentire sicure.
Non c’è nessun salto nel vuoto, nessun cambiamento.

Noi odiamo i cambiamenti!

Ci spaventano, ci fanno barcollare, ci richiedono così tante energie e noi ci sentiamo così stanche di combattere!
Meglio restare dove siamo, dove conosciamo bene tutto, dove tutto si ripete sempre uguale, prevedibile e, a suo modo, rassicurante.
Sei d’accordo?

No, non è una domanda trabocchetto. Non dirò mai, come fanno largamente altri colleghi che “devi uscire dalla tua zona di comfort!”
oppure “devi abbandonare le tue certezze se vuoi vivere davvero!” e cose così.
No, io ti dico di tenertela pure ben stretta la tua zona di comfort: in realtà è molto utile, ci protegge e la sicurezza che ci dà
è un’ottima spinta a metterci in gioco, se la sappiamo gestire.
Il nostro obiettivo, però, deve certamente essere quello di ampliare la nostra zona di comfort con tutte quelle abilità e situazioni “nuove”
che desideriamo, che vogliamo includere nella nostra vita perché ci fanno vivere felici e sereni.

Lasciar andare il vecchio per accogliere il nuovo

Ma un principio universale è che per accogliere nuove cose, bisogna far loro spazio.
Se arriva un ospite a casa nostra per qualche giorno, iniziamo a organizzare lo spazio nella stanza per renderla accogliente, liberiamo un cassetto, togliamo via oggetti che ingombrano e che non darebbero modo al nostro ospite di sistemare comodamente le sue cose… giusto?
Se, invece, decidiamo di accogliere in maniera definitiva qualcuno a casa nostra, cosa facciamo?
Ri-organizziamo uno spazio più grande, magari sono necessari lavori strutturali, qualche parete deve andare giù per fare spazio e magari il decluttering di “roba inutile” è anche più profondo.
Vero o no?
Insomma, è chiaro che per far sì che qualcosa entri nella nostra vita, bisogna creare un vuoto da riempire.
Vediamo come.

mariana cosenza life coach

Lasciar andare il passato

Alzi la mano chi si ritrova a rimuginare spesso su cose accadute giorni fa… o addirittura mesi o anni!
Ti vedo che dopo tutto questo discorso sul “fare spazio” sei un po’ a disagio ad ammetterlo, ma sappi che è una cosa (purtroppo)
molto naturale e, direi, spontanea.

La Mindfulness ci insegna che trascorriamo le nostre giornate come un pendolo che oscilla tra passato e futuro: riviviamo il passato o cerchiamo di prevedere il futuro. In pratica la nostra mente non è quasi mai nel famoso “qui ed ora”.
In questo modo ci preoccupiamo e viviamo nell’ansia per qualcosa che non sappiamo neanche se succederà! E questo è naturalmente un danno alla nostra serenità interiore.

Imparare a lasciar andare attraverso la Mindfulness

Ed è proprio la pratica mindfulness che ci viene in aiuto e ci insegna come riportare la nostra mente ad un tempo che esiste per davvero,
cioè il presente.
Il passato ormai non esiste più, e per quanto sia piacevole, di tanto in tanto, andare a ripercorrere dei ricordi belli e a cui siamo affezionate,
è altrettanto distruttivo stare a rimuginare sempre su “quello che avrei potuto dire o fare” oppure “se le cose fossero andare diversamente…” ecc., ecc., ecc…
Peggio ancora se rimuginiamo su azioni, parole, emozioni di altre persone, su cui non abbiamo nessun controllo e dalla cui “analisi” non potremmo ricavare dunque un bel niente (a parte “il fegato amaro” come si dice dalle mie parti!).

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Bene, quindi il primo passo da fare per lasciare andare il passato è proprio smettere di rimuginare!

Impara a concentrarti sul presente, sulle cose che puoi davvero cambiare, su quello che puoi fare concretamente, ora,
per cambiare la tua vita e trovare la pace interiore.
Fai pace con quello che è stato, ormai non esiste più e non è produttivo starci a ripensare.
Anche se non è andato tutto (o anche niente!) come volevi, ormai non hai più il potere di cambiarlo.
Hai invece tutto il potere per cambiare il tuo presente, cambiare marcia e prendere la direzione che più ti piace.
Ma ti servono energie per farlo, quindi smetti di sprecarle per rivivere nella tua mente un qualcosa che non esiste più!

Lasciar andare una persona cara

E’ proprio qui che facciamo più fatica, vero? Quando si tratta di “staccarci” da una persona che amiamo, che sia un partner
oppure un familiare o un’amicizia, entra in gioco prepotentemente la paura di restare soli.
Razionalmente sappiamo di vivere una vita piena di persone, in un mondo sempre più social, dove è facile fare nuove amicizie velocemente o ricontattare qualcuno che abbiamo perso di vista. Ma, in realtà, non siamo mai pronte al vuoto emotivo che comporterebbe lasciar andare una relazione tossica, che non ci dà più nulla e ci drena tutte le energie.
A volte accadono eventi esterni improvvisi e dolorosi che ci portano via qualcuno che amiamo.
Altre volte il nostro partner o una nostra amica si rendono conto semplicemente prima di noi che la relazione non è più positiva
e troncano definitivamente.
Altre volte ancora siamo noi stesse ad aver preso consapevolezza che quella persona non ci fa più bene e che sarebbe proprio il caso di allontanarsene.

Tutte queste situazioni hanno una cosa in comune: non siamo mai pronte ad accettare di vivere delle emozioni dolorose.
Le rifiutiamo, poi le combattiamo, poi cerchiamo di nasconderle. Insomma facciamo di tutto, ma proprio di tutto per tenerle lontane da noi.
Beh quello che posso dirti è: “È tutto inutile!”.
È probabile che nell’arco della tua vita tu provi dolore più volte.
Non puoi evitare il dolore, non è sotto il tuo controllo.
La sofferenza, invece, sì. Quella puoi imparare a gestirla nella maniera più efficace.
Qui ci sarebbe un bel po’ da dire, ma ora torniamo all’argomento di questo articolo!

perdere chi amiamo

Lasciar andare la rabbia

Quando parliamo di emozioni, sappiamo che non è mai facile gestirle.
Sappiamo bene quanto queste siano incontrollabili in alcuni casi.
Spesso, solo dopo che ci hanno travolto riusciamo a renderci conto di cosa abbiamo provato e di quanto, in realtà, ci siamo fatte gestire da loro. Questo accade in particolar modo con la rabbia, ma non solo.

Ma perché succede?
Beh, innanzitutto perché spesso noi temiamo le nostre emozioni, soprattutto quelle più intense. Non le conosciamo poi così bene, non sappiamo come agiscono su di noi e non abbiamo la minima idea di come imparare a gestirle.
Attenzione, però: gestire le emozioni non significa affatto diventare robottine che non provano nulla, tutt’altro!
 La Mindfulness, ad esempio, ci insegna ad accogliere le nostre emozioni – tutte! – ad ascoltarle, comprenderle e dopo – solo dopo! –
a lasciarle andare.
Come vedi è proprio il contrario di “non provare più nulla!”

Coltiva l'autoconsapevolezza e riconosci le tue emozioni

Lasciar andare un’emozione vuol dire diventarne consapevoli, lasciarla libera di fare il suo corso senza cercare di cambiarla o farci a tutti i costi “qualcosa”, elaborarla e poi, com’è naturale che sia, lasciarla anche andare via.
Ricorda, soprattutto quando ti senti nel bel mezzo di un uragano emozionale, che fermarti e lasciar scorrere le emozioni e gli eventi
è la migliore soluzione.

Ti lascio una perla della saggezza popolare napoletana: “Acqua ca nun cammina, fa pantano e feta” (acqua che non scorre si intorbidisce e fa cattivo odore). Io la interpreto così: tutto quello che non lasciamo fluire si sedimenta dentro di noi, lasciandoci con energie “sporche” che ci affaticano e con “cattivo odore”, cioè bassissime vibrazioni che non attirano proprio nulla di buono.
Accogli ciò che viene e lascia andare ciò che va” deve diventare il tuo mantra!

lasciare andare la rabbia

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Prima di lasciarci voglio condividere con te questa bellissima poesia che a me ha aiutato tantissimo a riflettere:

Lasciar andare non significa non interessarsi,
ma smettere di credere di aver potere al posto degli altri.
Lasciar andare non significa fregarsene,
ma lasciare che l’esperienza sia consigliera, non le parole.
Lasciar andare non è vittimismo,
ma la profonda certezza che spesso gli effetti non dipendono da noi.
Lasciar andare non corrisponde ad una critica,
ma ad un atto di estrema fiducia.
Lasciar andare non è imporre nuove catene,
ma permettere alla libertà di ognuno di esprimersi.
Lasciar andare non è ancorarsi al passato,
ma vivere pienamente un nuovo futuro.
Lasciar andare non è un atto egoistico,
ma è il coraggio di scoprire il nuovo che si svela di fronte a noi.
Lasciare andare non è dominio e controllo,
ma un atto di fede perché la vita si sveli.
Lasciar andare non è cedere ai fardelli della vita,
ma credere che siamo nati per uno scopo elevato.
Lasciar andare non è soffrire,
ma permettere alla gioia di abitare in noi.
Lasciar andare non è di domani,
ma è di un oggi che aspetta di essere vissuto.
Lasciar andare… libera, purifica, migliora… lasciare andare… è accogliere la gioia.

Stephen Littleword in “Piccole Cose”  

 

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